Quando la droga degli opposti estremismi annebbia la realtà

Ho nitidi ricordi delle mie letture post-adolescenziali in materia di tossicodipendenza. Correva l’anno 1990, più o meno: da una parte pontificavano Marco Taradash (Radicali) e Tiziana Maiolo (‘il manifesto’), dall’altra Muccioli e don Gelmini. Le sinistre antiproibizioniste e le destre proibizioniste. Le sinistre e le destre degli opposti che a volte si toccano e che, guarda un po’, si incontrarono dopo pochi anni sotto l’ala del Polo delle Libertà di Berlusconi, che li rappresentava tutti e quattro.

Insieme, l’uno contro l’altro, prima di diventare politicamente sodali, alimentarono un confronto politico-ideologico pieno di nulla, mentre la realtà camminava per conto suo, da un’altra parte. Un po’ come accade oggi leggendo in giro le opinioni e i giudizi granitici su un ragazzo suicida e su sua madre, nel Levante ligure.

In un angolino, fuori dal raggio d’azione dell’inutile grancassa, ci sono quelli che i problemi li vivono e devono affrontarli per forza. Penso alle madri, ai padri (più o meno capaci, più o meno moderni, più o meno allineati al pensiero unico del momento) e a chi magari assume le responsabilità genitoriali al loro posto.

Tornando agli anni 90, ricordo che in mezzo alle chiacchiere operava un variopinto microcosmo di comunità terapeutiche, ispirate al principio “Educare senza punire”, che dava il titolo ad un documento sottoscritto tra l’altro dalle comunità di accoglienza aderenti al Cnca, il più importante coordinamento che racchiudeva le strutture guidate da don Ciotti, don Rigoldi, don Albanesi e da tanti altri religiosi e laici che (pur ispirandosi ad approcci educativi parzialmente differenti) consideravano l’antiproibizionismo come una comoda e insostenibile scorciatoia, ma nello stesso tempo non ritenevano utile assecondare la strategia volta a reprimere il consumatore di sostanze.

Bisogna però anche ricordare, a beneficio della folta colonia di indignati e di soloni giudicanti, che se in una di queste comunità fosse piombata o piombasse oggi la Guardia di Finanza (senza che necessariamente sia stata chiamata da un educatore facente la funzione genitoriale), e se il finanziere trovasse nascosti nella stanza di un ragazzo dieci grammi di hashish… beh, la comunità verrebbe chiusa con i sigilli seduta stante, con buona pace degli ospiti (immediatamente trasferiti), dei dipendenti (licenziati in tronco) e dei soloni.

Buon proseguimento di discussione a tutti.

 

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